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Lo Scultore e la Statua di Giove Livre IX - Fable 6


- Lapide, o vaso, o statua, -
uno scultor diceva allo scalpello, -
traggi da questo bello
blocco di marmo candido.

Lapide o vaso...? All'opera immortale
sia tema il dio, che stringe in man la folgore
agli uomini fatale;
ecco che il ciglio ei muove,
temete, o vivi, l'apparir di Giove -.

S ben trasse l'artefice
l'immagine del Nume che l'accende,
che ognuno che la mira
esclama: - Essa respira! -.
E tanta meraviglia egli ne prende,
che quasi esterrefatto
teme di ci che ha fatto.

Come costui per opra di scalpello
non men prov sgomento
il poeta quel d che in suo cervello
previde lo spavento
e l'odio e degli di l'amor, lo zelo
da lui creati e collocati in cielo.

Temer per un nonnulla
dei poeti e non men dei semplici
fanciulli, sempre in ansia ed in affanno
che s'infranga il gioiel che li trastulla.

fantasia che il cor tragge all'inganno,
onde le tante favole
che per il mondo vanno.

Di qui nacque degli idoli
il culto, a cui si strinsero
siccome a cose salde i ciechi popoli.
E ci mi spiega, o Pigmalion, siccome
tu divenissi adorator di quella,
che usc dalla tua man Venere bella.

Ciascun i sogni suoi
di colorir procura,
per la menzogna si diventa eroi
e il vero fa paura.
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ancre





W. Aractingy

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