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Il Mercante, il Nobile, il Pastore e il Principe Livre X - Fable 15


Un Mercatante, un Nobile signore,
un Principe, un Pastore,
esploratori di novelli mondi,
sospinti dal furor dell'Oceàno,
raminghi, ignudi, come Belisario
eran ridotti a stendere la mano.

Assai lungo saria
il dir come ciascun nella miseria
precipitasse per diversa via.
Quella sventura che li fa fratelli
li condusse a tener tra lor consiglio
d'una fontana sull'erboso ciglio.

Il Principe narrò la lunga istoria
dei grandi decaduti.
- Che importa la memoria, -
disse il Pastor, - di quelli
che son già morti e chiusi negli avelli?
Per noi si tratta di mangiar, signore,
e il piangere, per quel che ho sempre udito,
non toglie l'appetito.
Andiamo, lavoriamo. Chi lavora
sta sano e va lontano -.

Non vi stupisca, se costui rincora
i suoi compagni. Forse che alle sole
teste dei re dal cielo si conceda
di ragionar men male? no, un villano
infin non è una pecora,
ovvero è molto men che non si creda.

Il suo consiglio parve veramente
a tutti gli altri naufraghi eccellente.
Il Mercante valente in aritmetica
soggiunse allor: - Di conti a un tanto al mese
darò lezioni e caverò le spese.
- Ed io nella politica, - esclamò
il Principe, - la gente instruirò.
- Ed io, - concluse il Nobile, -
lezioni d'alta araldica darò -.

Pensate voi che voglia hanno in America,
là verso Patagonia,
di queste vanitose rarità!
Onde il Pastore a dire ancor riprese:
- Sta ben, ma trenta giorni ha ciascun mese
e spesso n'ha trentuno;
intanto chi un boccone mi darà
per rompere il digiuno?

Voi mi offrite una splendida speranza
molto lontana e brontola frattanto
il ventre che non pranza.
Chi mi procura intanto per dimane
anzi per oggi il pane?
Questo importa anzitutto e in questo affare
la vostra scienza è debole, mi pare -.

Per supplir colla mano a quel che manca,
dentro al bosco il Pastore un giorno intero
e un altro non si stanca
di raccogliere legna, e in pagamento
ne trasse il necessario
per sostentar la vita del momento.
Senza di lui, nemmeno i suoi compagni
avrian potuto vendere
ai popoli lontani il lor talento.

Per vivere quaggiù non val la pena
d'essere dotti, ma per te procura
allegra volontà di man, di schiena,
il primo aiuto che ti dà natura.
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ancre





W. Aractingy

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